Ma dov'è casa mia?


Rubrica della Domenica: TRASFERIRISI ALL'ESTERO

Dopo anni di vita all'estero, si perde un pò il senso di "casa", di Home Country. Tornando in vacanza nel proprio paese d'origine ci si sente un po spaesati e quasi stranieri in casa.

Attraversando un ponte nel parco Nazionale Taman Negara - Malesia (Photo by: Gabriele Ferrando)
Attraversando un ponte nel parco Nazionale Taman Negara - Malesia (Photo by: Gabriele Ferrando)

Vivendo lontani da casa cominciamo a cambiare, ad adattarci agli usi e costumi del posto in cui abbiamo deciso di vivere (o di passare qualche tempo).

Va da se che inizia un processo di trasformazione del nostro modo di vivere e di essere, inevitabile se ci si vuole inserire nel nuovo contesto abitativo.

Uno dei cambiamenti principali è la lingua: in un paese estero assorbiamo per 24 ore al giorno suoni e parole di una lingua diversa dalla nostra, ed anche se ci si ostina a non volere imparare la lingua del paese d'adozione, non si può comunque fare a meno di assorbirla piano piano e renderla un suono normale del nostro vivere quotidiano.

Immersione al Relitto del Thistlegorm, a largo di Sharm El Sheikh
Immersione al Relitto del Thistlegorm, a largo di Sharm El Sheikh

Tempo fa ho vissuto per un anno in Egitto, a Sharm El Sheikh a fare il video operatore subacqueo: esperienza meravigliosa della mia vita che ancora porto nel cuore.

Imparai un poco di arabo, quello che mi serviva per comunicare con taxisti, capitani delle barche, negozianti, baoueb,  ecc .. e nonostante la comunità italiana a Sharm fosse massiccia, il "suono" della lingua araba era il mio quotidiano.

Quando dopo un anno atterrai all'aeroporto di Fiumicino rimasi un pò frastornato nel vedere e sentire tutte quelle persone parlare contemporaneamente italiano ... fa strano!

Lingua, sapori, odori, suoni, colori ... tutto è diverso.

Anche gli amici lo sono, vivono in maniera diversa dalla tua, nel bene e nel male.

Per molti di loro sei un alieno che parla cinque lingue, gira il mondo, e non si sa mai esattamente che lavoro faccia o come possa mantenersi (capitolo che meritera in un fiuturo prossimo un doveroso approfondimento!).

Per te emigrato, invece, amici e famiglia rappresentano CASA, le radici, la tua infanzia,gli affetti cari che non tramonteranno mai ... e poi vogliamo parlare dell'odore unico ed insostituibile che ogni casa ha e che solo un'emigrato di ritorno riconosce con commozione?

Per quanto ci si possa sentire integrati o spaesati nella nuova casa (paese d'adozione), il ritorno in vacanza a casa (paese d'origine) rimane sempre un'esperienza meravigliosa.

Si fa incetta di baci, affetti, prosciutti e salami, nipoti che crescono e genitori che si fanno sempre più "grandicelli" ... ma dopo un pò ecco che risale la voglia di ripartire verso casa (quella di adozione) perché a casa (quella di origine) non ci si sente più a casa ... e vorresti portare con te amici e familiari, prosciutti e salami.

L'ho gia detto che ci si può sentire confusi e spaesati a casa?

Non posso non chiudere questo articolo con la canzone forse più rappresentativa dell'essere emigrato: CHE SARÀ (Versione di José Feliciano)


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