Vita da Emigrato

Rubrica della Domenica: TRASFERIRSI ALL'ESTERO

Oggi vi voglio parlare di pregi e difetti di una vita da emigrato al 100% perché, parliamoci chiaro, non sono sempre rose e fiori.

I problemi più evidenti di una vita da emigrato sono tre a mio avviso: 

 

1) Sostentamento finanziario

2) Nostalgia di casa

3) Inserimento sociale

 

 

Vediamoli in dettaglio.

1) SOSTENTAMENTO FINANZIARIO

Per chi vive all'estero, o ancor peggio per chi decide di fare il grande passo di lasciare il focolare domestico ed avventurarsi nella meravigliosa esperienza di vivere all'estero, il pensiero di come sostentarsi economicamente è naturalmente il primo e piu importante per molti. Diciamo che l’argomento è davvero molto vasto, e sto preparando un eBook a riguardo, presto disponibile sul mio sito www.lamiaasia.net

In linea di massima possiamo distinguere quattro categorie:

 

 

LAVORO DIPENDENTE:  in alcune nazioni il problema del visto di lavoro rende questa opzione un po' ostica, ma prendendo le dovute informazioni per ogni singolo paese e con i contatti giusti, le possibilità non mancano. Cameriere, Manager, Guida subacquea, Insegnante di Yoga, Receptionist di hotel, Insegnante di lingue ... la lista è infinita, tutto dipende dal vostro background educativo e lavorativo.

 

 

INVESTIRE IN ATTIVITA COMMERCIALI O IMMOBILI: aprire ristoranti e pizzerie è una delle attività più comuni tra gli expat italiani, seguono investimenti immobiliari, import-export e piccole attività commerciali.

 

 

NOMADE DIGITALE: lavorare online da qualsiasi parte del mondo. Web designer, traduttori, graphic designer, fotografi, Social Media Manager ... anche qui la lista è infinita e dipende dalle vostre capacità ed esperienze lavorative. Basta un computer, una buona connessione Wifi e voglia di lavorare.

 

DOLCE FAR NIENTE: la categoria dei fortunati. Spesso vivendo in giro per il mondo si incontrano persone che hanno la fortuna di dedicare il proprio tempo totalmente alle proprie passioni ... senza lavorare. Come può essere? Ci sono persone che lavorano stagionalmente nel proprio paese d’origine  e spendono  gli altri mesi viaggiando per il mondo; o c'è chi possiede un piccolo appartamento in madrepatria ed affittandolo riesce a vivere dignitosamente in qualche paese tropicale. Poi ci sono quei fortunati che non hanno proprio nessun tipo di questi problemi e possono viaggiare liberamente senza dovere stare attenti alle spese.

2) NOSTALGIA DI CASA

C'e' una parola in portoghese che racchiude perfettemente il concetto: Saudade.

In italiano la parola saudade non ha una traduzione letterale, esatta.

Diciamo che la saudade è un insieme di malinconia, tristezza, mancanza di qualcosa.

Saudade sa di mare, di marinai in giro per il mondo che lasciano mogli e figli a casa per lavorare, e dalla prua della barca, mentre fumano una sigaretta e guardano l'infinità dell'oceano, pensano ai cari, alla famiglia che presto abbracceranno ... saudade!

 

 

Parola meravigliosa che racchiude davvero l'insieme delle emozioni che un emigrato da qualsiasi parte del mondo prova o proverà prima o poi.

La saudade non va combattuta, va accettata come parte dell'essere emigrato, come scotto da pagare per la scelta fatta.

 

In parole povere: nel momento in cui deciderete di fare il grande passo di trasferirvi all'estero, mettete in preventivo un po di saudade.

3) INSERIMENTO SOCIALE

Un italiano che si voglia trasferire in Spagna, Francia o altra nazione europea, non andrà incontro ad un inserimento sociale particolarmente difficile: la cultura europea è piuttosto simile anche considerando le notevoli differenze culturali tra nazione e nazione.

Trasferirsi in Africa, Asia o Sud America comporta un processo di adeguamento maggiore nei confronti della nuova cultura, in molti casi molto differente dalla nostra.

Alcune persone dopo anni all’estero decidono di tornare in Italia per vari motivi, uno di questi è la difficoltà di inserimento sociale, la distanza culturale in alcuni casi molto accentuata tra la propria cultura e gli usi e costumi della popolazione del paese ospitante. Bisogna però dire che spesso siamo noi stranieri residenti all’estero che cerchiamo di creare una cerchia di persone solo tra connazionali, italiani con italiani, senza cercare minimamente di crare connessioni di amicizia con i local. Una Little Italy all’estero, insomma ... secondo me assolutamnete da evitare. Con questo non intendo dire che non dovrete frequentare altri italiani come voi, ma non frequentate SOLO gli italiani, cercate di crearvi una comunità di amici il più internazionale possibile.

 

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Commenti: 2
  • #1

    Filippo (domenica, 23 ottobre 2016 08:21)

    Ho letto l'intero articolo e tutto mi torna.
    Mi chiamo Filippo, vivo in Brasile E l'inserimento sociale qui non è un problema.
    Complimenti per l'articolo, completo e scritto bene

  • #2

    Gabo (martedì, 25 ottobre 2016 02:53)

    Ciao Filippo e grazie per il commento.
    Dove vivi in Brasile?
    Se vuoi raccontaci la tua esperienza.
    Grazie,
    Gabo